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Se stai valutando un piano di internazionalizzazione, questo è il punto di partenza. Oggi il paese mostra numeri solidi: PIL oltre 476 miliardi di dollari e crescita del 7,09% nel 2024. Gli IDE hanno superato i 25 miliardi, mentre l’accordo EVFTA semplifica gli scambi e tutela le indicazioni geografiche.

In questa guida pratica spiego perché è un’opportunità concreta per imprese italiane e aziende italiane. Ti aiuto a leggere i dati, scegliere la forma operativa giusta e stimare tempi e costi.

Parleremo di trading company, licenze per vendite B2C e del ruolo dei distributori locali. Vedrai come sfruttare l’accordo per ridurre dazi e accelerare lo sdoganamento.

Obiettivo: trasformare un interesse in un piano operativo, con priorità chiare e passi immediatamente utilizzabili, così potrai avviare il business nei prossimi mesi e non tra anni.

Punti chiave

  • Il paese cresce rapidamente: numeri e IDE in aumento.
  • EVFTA facilita lo scambio e protegge le IG europee.
  • Scelte operative: trading company o distributore locale.
  • Analisi dati per decisioni pratiche e tempi realistici.
  • Roadmap chiara: priorità, metriche e partner consigliati.

Vietnam oggi: dati di crescita, accordi e perché è un’ opportunità per le imprese italiane

I numeri attuali raccontano perché conviene guardare a questo paese ora.

Nel 2024 il PIL è salito del 7,09% rispetto anno precedente, superando i 476 miliardi di dollari. Il PIL pro capite si attesta a 4.700 dollari. L’inflazione è sotto controllo: CPI medio +3,6% e inflazione di fondo +2,7%.

Gli IDE hanno registrato un aumento, oltre i 25 miliardi dollari (+9,4%). Questo porta più filiere e maggiore domanda di componenti e servizi, utili per le aziende italiane.

PIL, inflazione, IDE e outlook 2025

La Banca Mondiale prevede per vietnam 2025 una crescita intorno al 6,5%, sopra la media regionale. Il paese investe circa il 5,7% del PIL in infrastrutture, riducendo costi logistici e ritardi.

Libero scambio e posizione nell’ASEAN

L’EVFTA con l’unione europea ha ridotto dazi per elettronica, F&B e farmaceutici e ha aperto servizi come trasporti e telecom. La posizione geografica facilita lo scambio intra-regionale e l’accesso ai paesi vicini.

  • Perché importa per te: numeri stabili, infrastrutture in crescita e classi di consumo in espansione, con domanda che aumenta fino a entro 2030.

mercato Vietnam guida export: procedure, licenze, dazi e tempi operativi

Prima di mettere in campo risorse, è utile mappare procedure, tempi e obblighi doganali. Così riduci ritardi e spese non previste.

procedure doganali

Costituzione e licenze: per l’import-export non servono licenze separate; la strada più comune è aprire una trading company (tempi medi ~3 mesi). Per vendite B2C serve una licenza commerciale (1–3 mesi). In alternativa puoi appoggiarti a un distributore locale per testare il mercato con minori investimenti iniziali.

Dogana e documenti: prepara polizza di carico, dichiarazione elettronica, certificato di origine, fattura e lista imballo. Alcuni beni richiedono permessi speciali; altri sono vietati. La dogana è regolata dalla Legge 54/2014/QH13.

Dazi, IVA e regimi: all’import pagherai dazio, IVA e talvolta imposte speciali. Esistono aliquote preferenziali (es. ASEAN CEPT). Le esportazioni sono per lo più esenti, ma alcuni prodotti possono pagare fino al 45% FOB.

Tempistiche e best practice

L’export può chiudersi in giornata; l’import richiede 1–3 giorni per FCL/LCL. Per avere corsie prioritarie servono 2 anni di compliance, bilancio VAS e soglie di fatturato.

  • Definisci SOP di sdoganamento e KPI (lead time, costi extra).
  • Inserisci clausole contrattuali su responsabilità documentale.
  • Verifica codici HS e certificati sanitari prima della spedizione.

Settori e nicchie ad alto potenziale: manifattura, IT e focus sul settore alimentare

Le industrie locali stanno cambiando velocemente. La crescita è trainata da investimenti pubblici e privati e dallo spostamento delle catene produttive. Questo crea opportunità concrete per chi fornisce macchinari, componenti o soluzioni di automazione.

Manifattura in espansione

La domanda di prodotti industriali aumenta grazie ai nuovi parchi produttivi e a costi del lavoro ancora competitivi. Se vendi macchinari o componenti, posizionati sulla qualità e sul TCO. Gli ordini diventano più frequenti e le finestre di ingresso si allargano.

IT e servizi: hub tecnologico

Il paese è tra le prime destinazioni per outsourcing software e BPO, con talenti competitivi rispetto agli Stati Uniti. Un partner IT locale riduce tempi e costi su progetti digitali near-Asia.

“Scegliere una squadra locale può dare velocità senza compromettere la qualità.”

settore IT servizi

Food & Beverage: domanda premium e trasformazione

Il settore F&B mostra crescita solida: ricavi in aumento, forte domanda per prodotti premium e oltre 8.500 aziende nella trasformazione. Le indicazioni geografiche tutelate dall’EVFTA proteggono l’autenticità dei prodotti italiani.

Il 2023 ha visto esportazioni italiane rilevanti, circa 94 milioni di euro nel comparto alimentare. Per entrare rapidamente, considera joint-venture o acquisizioni mirate.

Settore Vantaggi Opportunità per aziende italiane
Manifattura Investimenti infrastrutturali, parchi industriali Macchinari, componenti, automazione; focus su qualità e TCO
IT & servizi Talento a costi competitivi, posizionamento globale Outsourcing, nearshore development, piattaforme SaaS
Food & Beverage Domanda premium, IG protette, trasformazione Processi, packaging, cold chain, M&A e JV

Come procedere: valuta partner locali, studia il posizionamento qualità-prezzo e considera acquisizioni per scalare rapidamente. Per approfondire aspetti normativi e opportunità commerciali, leggi il report di riferimento disponibile qui.

Strategie di ingresso e gestione del rischio: dal partner locale al Vietnam 2025-2030

Per entrare efficacemente serve una strategia che bilanci crescita e tutela del rischio. Le scelte operative determinano tempi, costi e la sostenibilità del progetto nel medio periodo.

Modalità operative: puoi partire con l’export diretto per testare il prodotto senza grandi investimenti. I distributori locali accelerano la copertura commerciale ma richiedono KPI condivisi.

JV e M&A sono strumenti per scalare rapidamente: utili quando vuoi aumentare quote e capacità produttiva. Definisci subito governance e clausole di uscita per limitare rischi.

La localizzazione produttiva conviene quando i volumi salgono: assemblaggio o produzione riducono dazi e lead time e migliorano il time-to-market.

Roadmap e risk management

  • Fase 1 (ingresso): test con export diretto e partner selezionati.
  • Fase 2 (crescita): distributori o JV per ampliare canali e capacità.
  • Fase 3 (consolidamento entro 2030): valutare localizzazione produttiva e M&A.

Gestione del rischio: fai due diligence su partner e supply chain. Proteggi la proprietà intellettuale e pianifica compliance doganale e fiscale.

Integra l’accordo UE-VN nelle trattative: sfrutta vantaggi tariffari per rendere sostenibile il P&L nel medio periodo.

Prossimi passi per le aziende italiane: attivare il Sistema Italia e sbloccare il mercato

Se vuoi entrare rapidamente, la cosa più utile è definire obiettivi chiari e attivare subito il Sistema Italia.

Definisci ruolo e orizzonte: che risultati vuoi tra 12 e 36 mesi? Questo orienta la scelta tra export, distributore, JV o investimento produttivo.

Coinvolgi ICE, Ambasciata e Camere di Commercio per contatti qualificati. Per la tutela del made in Italy leggi il documento ufficiale disponibile sulla tutela del made in Italy.

Per prodotti italiani nel settore alimentare costruisci storytelling e strategia IG. Valuta i criteri pratici per PMI consultando i riferimenti su criteri di eleggibilità per PMI.

Avvia la roadmap: 90 giorni analisi HS e shortlist partner; 6 mesi pilota; 12 mesi scala. Così trasformi dati e opportunità in business concreto.

FAQ

Quali sono le prospettive economiche del paese e perché conviene guardarlo entro il 2025‑2030?

Il Prodotto Interno Lordo si è attestato su livelli vicini ai 476 miliardi di dollari con una crescita superiore alla media regionale. Inflazione controllata e flussi di investimenti esteri diretti sostengono la domanda interna. Grazie agli accordi commerciali con l’Unione Europea e alla posizione nell’ASEAN, il paese è diventato un hub per le catene globali, utile come piattaforma per raggiungere altri mercati asiatici entro il 2030.

In che modo l’accordo di libero scambio EVFTA aiuta le imprese italiane?

L’intesa riduce progressivamente i dazi sui prodotti europei, facilita il riconoscimento delle IG e semplifica le regole d’origine. Questo abbassa i costi di ingresso per le aziende italiane e rende più competitivi i prodotti di qualità nei canali retail e horeca, aprendo spazi per investimenti e partnership locali.

Quali forme operative conviene valutare per vendere prodotti italiani sul posto?

Ci sono diverse strade: export diretto per testare il mercato; accordo con distributori locali per scalare velocemente; costituzione di una trading company per controllare il brand; joint venture o acquisizioni per accesso immediato ai canali e alla produzione. La scelta dipende da volumi, margini e tempo di presenza desiderato.

Quali permessi e documenti servono per l’importazione e la vendita?

Occorrono licenze commerciali per operare localmente, certificati fitosanitari e di origine per prodotti alimentari, e pratiche doganali elettroniche. È fondamentale l’etichettatura nelle lingue richieste e la conformità agli standard locali per evitare blocchi in dogana e ritardi nello sdoganamento.

Come funzionano dazi, IVA e i regimi preferenziali?

Le aliquote variano per categoria merceologica; molti prodotti europei godono di dazi ridotti o esenzioni grazie agli accordi. L’IVA si applica sulle importazioni e sulle vendite locali. Per sfruttare i regimi preferenziali è cruciale documentare correttamente le regole d’origine e mantenere audit trail delle forniture.

Quanto tempo richiede lo sdoganamento e quali sono le best practice?

I tempi dipendono dalla categoria merceologica e dall’efficienza documentale: da poche ore per merci con corsia prioritaria a diversi giorni se servono controlli sanitari o certificazioni. Le best practice includono preregistrazione elettronica della dichiarazione, uso di agenti doganali affidabili e verifica preventiva di etichette e certificati.

Quali settori offrono le migliori opportunità per le imprese italiane?

Manifattura, tecnologie dell’informazione e food & beverage emergono come aree ad alto potenziale. La manifattura attrae investimenti per infrastrutture e delocalizzazioni; l’IT offre outsourcing e software; il settore alimentare premia prodotti premium, DOP/IG e soluzioni per la trasformazione alimentare e l’e-commerce.

Il settore alimentare rappresenta davvero un’opportunità per i prodotti italiani?

Sì. La domanda di prodotti premium e autentici è in crescita, soprattutto nelle grandi città. Le certificazioni di origine e la qualità italiana sono apprezzate. Investimenti in logistica a freddo e partnership con distributori specializzati accelerano l’accesso al mercato.

Come si valuta e si gestisce il rischio politico, normativo e commerciale?

Diversificare i canali di ingresso (distributore, JV, export diretto), includere clausole contrattuali chiare, usare assicurazioni sul credito e monitorare le normative locali. Collaborare con camere di commercio, ICE e studi legali locali riduce l’incertezza e protegge gli investimenti.

Quali azioni pratiche può fare oggi una piccola impresa alimentare italiana?

Analizzare domanda e prezzi, selezionare un distributore specializzato, verificare requisiti di etichettatura e certificazioni, pianificare test in punti vendita selezionati e sfruttare fiere e piattaforme digitali per la promozione. Un progetto pilota consente di misurare risposta e scalare progressivamente.

Che ruolo possono avere investimenti e operazioni M&A per entrare rapidamente?

Acquisizioni o joint venture consentono accesso immediato a reti di vendita, impianti e staff. Sono strumenti efficaci per scalare ma richiedono due diligence rigorosa su compliance, bilanci e compatibilità culturale. Gli investimenti diretti supportano localizzazione produttiva e riducono i costi logistici.

Quanto conta la qualità e il posizionamento di prezzo per avere successo?

La qualità è il driver principale per i prodotti italiani: consumatori e ristorazione cercano autenticità. Il prezzo deve riflettere valore percepito e canale di vendita. Strategie di posizionamento chiare (premium vs. mainstream) aiutano a scegliere packaging, distribuzione e comunicazione adeguata.

Dove cercare supporto operativo e finanziario per l’internazionalizzazione?

ICE Agenzia, camere di commercio bilaterali, banche con desk estero e advisor locali offrono assistenza. Programmi UE e fondi per l’internazionalizzazione possono cofinanziare studi di mercato, fiere e progetti di investimento. Anche associazioni di settore facilitano contatti commerciali.

Quali sono le metriche chiave da monitorare dopo l’ingresso nel mercato?

Volumi di vendita, margini netti, tempi medi di incasso, costo logistico per unità, tasso di reso e feedback dei clienti. Monitorare anche l’andamento dei dazi e delle normative sanitarie per evitare impatti sui costi e sui tempi di consegna.

Come può il Sistema Italia aiutare le PMI a crescere nel paese?

Il Sistema Italia — rete diplomatico‑consolare, ICE, associazioni imprenditoriali e banche — offre canali per promozione, matchmaking, supporto legale e finanziario. Coordinare questi attori accelera l’ingresso, riduce rischi e massimizza le opportunità commerciali.

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