Lo sapevi che una nuova legge pubblicata il 22 gennaio 2025 cambia le regole per oltre il 70% dei prodotti confezionati che entrano nel mercato europeo? Questo testo sostituisce la direttiva precedente e introduce obblighi concreti su peso, contenuto riciclato e divieti per la plastica monouso.
Per chi esporta dall’Italia verso gli stati membri, significa ripensare materiali, etichette e logistica. La norma entra in vigore a febbraio 2025 con 18 mesi di transizione e obblighi attivi da agosto 2026.
Tra le novità: percentuali minime di plastica riciclata, etichettatura armonizzata, sistemi EPR e DRS entro il 2029, oltre a limiti su PFAS e metalli pesanti. Serve pianificare subito: adeguare fornitori, ridurre peso e prevedere soluzioni di riuso riduce rischi e costi di conformità.
Punti chiave
- Scadenze chiare: entrata feb 2025, enforcement ago 2026, DRS entro 2029.
- Contenuto riciclato: obiettivi specifici per PET e altre plastiche.
- Impatto commerciale: modifica formati, costi di trasporto e documentazione.
- Sicurezza e qualità: restrizioni su PFAS e metalli, focus materie prime.
- Opportunità: riprogettare packaging e introdurre riuso per migliorare sostenibilità.
Nuovo quadro normativo: cosa cambia per imballaggi e rifiuti in UE
Il testo che sostituisce la Direttiva 94/62/CE porta una svolta pratica. Ora le norme puntano a ridurre gli sprechi partendo dalla progettazione del prodotto e della confezione.
Dal PPWD al Regolamento UE 2025/40: perché la svolta era attesa
La trasformazione da direttiva a regolamento uniforma i requisiti tra gli stati membri. Questo evita divergenze nazionali e semplifica il modo di stare sul mercato per chi opera oltre confine.
Riduzione rifiuti e intero ciclo di vita: il cuore delle norme
Il nuovo atto integra il principio del ciclo vita: meno materiali, meno rifiuti imballaggio e più riciclabilità. Si valutano contenuti riciclati anche per materiali diversi dalla plastica.
Riuso vs riciclo: obiettivi, limiti e trade-off ambientali
Riuso e riciclo non sono opposti, ma soluzioni che funzionano in contesti diversi. Il riuso richiede logistica di ritorno e spazi per il lavaggio.
Il riciclo richiede raccolta efficiente e materie prime seconde di qualità. La scelta dipende da flussi, distanze e formati di prodotto.
- Progettazione: orientata a riuso o riciclo di alta qualità.
- Contenuto riciclato: obiettivi estesi oltre la plastica.
- Responsabilità: più chiarezza per produttori e sistemi di gestione.
| Aspetto | Riuso | Riciclo |
|---|---|---|
| Logistica | Trasporto ritorno, punti raccolta | Raccolta differenziata, impianti |
| Impatto | Riduce materie prime, aumenta trasporto | Richiede materie prime seconde di qualità |
| Adatto a | Bottiglie riutilizzabili, contenitori locali | Flaconi, film e imballaggio monomateriale |
Entrata in vigore e ambito di applicazione per le imprese italiane
Dal febbraio 2025 parte il conto alla rovescia: ci sono 18 mesi di transizione per aggiornare materiali, forniture e documentazione.
Da agosto 2026 diventano operativi gli obblighi principali: etichettatura, percentuali di contenuto riciclato e limiti su PFAS e metalli pesanti.
Settori sotto osservazione sono beverage, take-away, spedizioni, grande distribuzione e Horeca. Chi lavora con prodotti per la ristorazione o l’e‑commerce deve verificare ogni formato di imballaggio.
Azioni pratiche e scadenze
- Predisporre un Gantt interno: 18 mesi per adeguare linee e fornitori.
- Audit materiali e mappatura prodotti per stimare investimenti e sostituzioni.
- Coordinare contratti con co‑packer e fornitori per la responsabilità estesa.
- Prepararsi al DRS per bottiglie e metalli entro il 2029 e all’etichetta armonizzata entro 42 mesi.
| Elemento | Scadenza | Impatto |
|---|---|---|
| Entrata in vigore | Febbraio 2025 | Avvio transizione 18 mesi |
| Obblighi applicabili | Agosto 2026 | Etichettatura e contenuti minimi |
| DRS | 2029 | Bottiglie plastica e metallo monouso |
Obiettivi di prevenzione e riduzione dei rifiuti di imballaggio
Gli obiettivi quantitativi fissati a Bruxelles tracciano una rotta precisa: -5% al 2030, -10% al 2035 e -15% al 2040. Queste percentuali servono da riferimento per aziende e produttori nel mercato.
Minimizzare peso e volume significa riprogettare il prodotto confezionato per eliminare materiale superfluo. Si agisce su vuoti, strati e dimensioni per ottenere formati più compatti.
Perché conviene? Meno materia prima acquistata, costi di trasporto ridotti e meno rifiuti da trattare lungo l’intero ciclo vita del prodotto.
- Programmare traguardi annuali aiuta a centrare gli obiettivi senza affanni all’ultimo.
- Test pratici: prove di compressione, passaggio a materiali monomateriale e eliminazione delle doppie confezioni.
- Non sacrificare sicurezza e qualità: in alimentari e beni fragili la protezione resta prioritaria.
Allineare fornitori e impostare KPI su peso medio per unità sono passi concreti. Integrare l’analisi di ciclo vita aiuta a capire dove la riduzione genera i maggiori benefici economici e ambientali, verificando anche le norme nazionali degli stati membri.
Requisiti di riutilizzo e sistemi di refill: impatti operativi
I sistemi di riuso richiedono modifiche concrete in negozio e nella logistica.
Contenitori per bevande da asporto, packaging per take‑away e scatole per trasporto devono poter entrare in cicli di ritorno e sanificazione. Entro il 2030 è previsto che il 10% dei prodotti sia offerto in formato riutilizzabile.
Che cosa serve sul piano operativo?
- Spazio per deposito e procedure di igienizzazione chiare.
- Tracciabilità con etichette lavabili e codici a barre per conteggiare le rotazioni.
- Accordi logistici per il trasporto di ritorno e la distribuzione dei vuoti.
Obiettivi indicativi al 2040 e flessibilità per le microimprese
Gli obiettivi di riuso al 2040 restano indicativi. Le microimprese possono ricevere modulazioni degli obblighi o associarsi in consorzi fino a cinque distributori per condividere sistemi.
| Elemento | Impatto operativo | Soluzione pratica |
|---|---|---|
| Deposito | Spazio extra per vuoti | Stazioni impilabili e programmazione turni |
| Igiene | Procedure e certificazioni | Linee di sanificazione o partner esterni |
| Tracciabilità | Perdite e rotazioni | Etichette resistenti e POS integrato |
Per approfondire aspetti tecnici e testimonianze, consulta la memoria tecnica che descrive esempi di modelli condivisi tra operatori.
Contenuto riciclato e riciclabilità: nuovi standard tecnici
Le nuove soglie obbligatorie impongono target concreti per PET e altri materiali plastici.
Entro il 2030 le percentuali da raggiungere sono chiare: 30% per PET a contatto alimentare, 10% per plastiche non-PET, 30% per bottiglie monouso e 35% per altri imballaggi in plastica.
Per rispettare questi numeri servono azioni pratiche.
- Rinegoziare forniture con materiali riciclati certificati e testare idoneità alimentare.
- Progettare monomateriali, usare inchiostri e adesivi removibili e colori chiari.
- Integrare tracciabilità nel gestionale e conservare certificati di lotto per audit.
Occhio al mercato: la domanda di feedstock di qualità aumenterà. Contratti pluriennali con riciclatori possono stabilizzare i costi.
| Elemento | Azione | Impatto |
|---|---|---|
| Contenuto riciclato | Test e certificazioni | Conformità 2030 |
| Progettazione | Monomateriale e colle rimovibili | Miglior riciclabilità |
| Logistica | Raccolta e selezione potenziata | Materiale di valore più alto |
Etichettatura armonizzata UE e informazioni al consumatore
Un sistema di simboli comuni renderà più semplice capire come smaltire correttamente ogni confezione.
Che cosa cambia: il testo introduce un set unico di pittogrammi per materiale, smaltimento e compostabilità.
Quando entra in vigore? L’etichettatura diventerà obbligatoria entro 42 mesi dall’entrata in vigore, e riguarda tutti gli imballaggi, inclusi quelli compostabili e riutilizzabili.
Simboli unificati per materiali, smaltimento e compostabilità
Il cliente vedrà simboli uguali in tutti gli stati membri che indicano materiale, corretto smaltimento e, se previsto, compostabilità o riuso.

- Tempistiche: consumare scorte e pianificare il redesign grafico.
- Benefici: meno errori nella raccolta differenziata e migliore qualità del riciclo.
- Organizzazione: coinvolgere marketing e qualità per evitare claim non conformi.
- Integrazione: collegare l’etichetta a QR per istruzioni locali di smaltimento.
“Un’etichetta chiara riduce i rifiuti avviati a discarica e migliora l’efficacia del riciclo.”
Indicare limiti d’uso per prodotti compostabili e comunicare rotazioni previste per sistemi di refill aiuta il consumatore a fare la scelta giusta.
Verifiche legali: allineare traduzioni e simboli agli standard comunitari per evitare contestazioni nei mercati esteri.
Divieti su imballaggi monouso e riduzione della plastica
Divieti mirati: il regolamento vieta molte confezioni di plastica monouso usate in bar, ristoranti, hotel e per frutta e verdura preconfezionata sotto 1,5 kg.
I gestori dovranno sostituire mini‑flaconi con dispenser e offrire il riutilizzo senza costi aggiuntivi. Entro il 2030 è prevista una quota del 10% in formati riutilizzabili.
Attenzione a PFAS e possibili misure su BPA: produttori e fornitori devono rivedere ricette e certificati per garantire sicurezza e sostenibilità.
Per la transizione, pianificate dismissione scorte, nuovi contratti e test sui materiali. Comunicare i cambiamenti ai clienti riduce resistenze e aiuta a rispettare gli obiettivi di riduzione dei rifiuti imballaggio.




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