Come può l’Italia superare i 700 miliardi di export entro il 2027? Questa è la domanda che molti si pongono, soprattutto in un contesto globale sempre più complesso. Il nuovo Piano d’Azione del MAECI offre una risposta concreta, puntando su una strategia ben definita.
Secondo i dati ISTAT del 2024, le vendite verso paesi non UE hanno raggiunto i 305 miliardi di euro, con una crescita dell’1,2%. Un risultato significativo, considerando le sfide attuali. La sinergia tra istituzioni e imprese gioca un ruolo cruciale in questo percorso.
La diversificazione geografica e settoriale del Made in Italy è al centro di questa strategia. Non solo si punta a nuovi mercati, ma si offrono anche strumenti concreti per le PMI, come finanziamenti agevolati e supporto logistico. Questi elementi sono fondamentali per sostenere l’internazionalizzazione.
Le sfide non mancano: dai dazi USA alla concorrenza globale, fino alla transizione energetica. Tuttavia, con un approccio strutturato e collaborativo, l’Italia può continuare a crescere e rafforzare la sua presenza internazionale.
Punti chiave
- Il Piano d’Azione MAECI mira a superare i 700 miliardi di export entro il 2027.
- I mercati non UE hanno raggiunto i 305 miliardi di euro nel 2024.
- La sinergia tra istituzioni e imprese è essenziale per l’internazionalizzazione.
- La diversificazione geografica e settoriale è al centro della strategia.
- Strumenti concreti come finanziamenti agevolati e supporto logistico sono disponibili per le PMI.
L’Italia: una superpotenza esportatrice
L’Italia si conferma una delle principali potenze esportatrici a livello globale. Con un export che rappresenta il 40% del PIL, il paese si colloca al sesto posto nel mondo per valore delle vendite internazionali. Questo dato sottolinea l’importanza del settore per l’economia nazionale.
Nel 2024, le vendite verso paesi extra-UE hanno raggiunto i 305 miliardi di euro, con una crescita dell’1,2%. Un risultato significativo, considerando le sfide globali. L’avanzo commerciale ha toccato i 55 miliardi, segnando un aumento del 61% rispetto all’anno precedente.
Il Made in Italy brilla in settori chiave come la moda, la meccanica e l’agroalimentare. Questi comparti rappresentano nicchie di qualità che continuano a conquistare i mercati internazionali. Un esempio è il successo dell’accordo UE-Messico, che ha favorito l’export di formaggi e vini italiani.
Il ruolo dell’export nell’economia italiana
L’export è un motore primario per l’economia italiana, con un occupato su quattro nel settore manifatturiero. Questo dimostra quanto il settore sia cruciale per il lavoro e la crescita del paese. La specializzazione in prodotti di alta qualità è un punto di forza che distingue l’Italia a livello globale.
Record delle esportazioni verso i mercati extra-UE
Nonostante una flessione mensile del 7,5% ad aprile 2025, i dati ISTAT mostrano una crescita annuale dell’1,9%. Settori come l’energia (+11,3%) e i beni durevoli (+6,3%) hanno registrato performance positive. Questi numeri confermano la resilienza del Made in Italy.
Le proiezioni per il 2027 puntano a raggiungere i 700 miliardi di export, con una crescita annuale del 7%. Un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile con una strategia ben definita e il sostegno delle istituzioni.
Strategie per l’export nei mercati extra UE
Nuove opportunità si aprono per le imprese italiane oltre i confini nazionali. Per sostenere questa crescita, il Piano d’Azione del MAECI offre strumenti concreti e una visione chiara. La collaborazione tra istituzioni e aziende è al centro di questa strategia.

Il Piano d’Azione del MAECI
Il Piano d’Azione del MAECI punta a trasformare le ambasciate in veri e propri hub operativi. Questi offrono servizi B2B dedicati, facilitando il matchmaking commerciale. Un esempio è il programma Opportunitalia, che identifica 20 mercati chiave per le imprese italiane.
La digitalizzazione dei processi è un altro pilastro fondamentale. La piattaforma CDP permette un business matching internazionale efficiente. Inoltre, webinar settimanali formano gli imprenditori sulle regolamentazioni locali, garantendo una crescita sostenibile.
La Diplomazia della Crescita e il ruolo delle Ambasciate
Le ambasciate italiane giocano un ruolo cruciale nella promozione del Made in Italy. Attraverso la Diplomazia della Crescita, vengono organizzati eventi e iniziative per rafforzare la presenza italiana nei paesi target. Un esempio è il focus sulla diplomazia sportiva, con le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 come vetrina internazionale.
“La collaborazione tra pubblico e privato è la chiave per il successo.”
La strategia Push Strategy di SACE, con un investimento di 200 milioni per Africa e Balcani, è un altro tassello importante. Questo approccio strutturato permette alle imprese di esplorare nuovi mercati con maggiore sicurezza.
Infine, il SoutH2 Corridor Italia-Algeria, con i suoi 3.300 km entro il 2030, rappresenta un’opportunità unica per l’energia e la logistica. Questi progetti sono una parte essenziale della strategia per l’internazionalizzazione.
Strumenti finanziari e supporto alle imprese
Per sostenere la crescita delle imprese italiane, sono disponibili strumenti finanziari innovativi. ICE, Simest, SACE e CDP offrono soluzioni su misura per le esigenze delle PMI, garantendo un sostegno concreto all’internazionalizzazione.
Il contributo di ICE, Simest, SACE e CDP
ICE Agenzia promuove il Made in Italy attraverso programmi come E-commerce Global, che facilita partnership con piattaforme come Amazon e Alibaba. Simest, invece, ha stanziato 600 milioni euro per progetti in Africa, Balcani e America Latina, supportando le aziende nella fase di espansione.
SACE offre garanzie fino all’80% sui finanziamenti, riducendo i rischi per le imprese. Un esempio è la copertura sui rischi politici, che ha permesso a una PMI emiliana di consolidarsi in Algeria. CDP, con il Plafond Africa, investe 500 milioni euro in progetti sostenibili, puntando su energia e infrastrutture.
Finanziamenti agevolati e misure specifiche per le PMI
Il Fondo 394/81 prevede tassi agevolati sotto Euribor +1%, rendendo più accessibili i finanziamenti. Il pacchetto Export Facile offre contributi a fondo perduto fino a 50.000€, ideali per le PMI che vogliono esplorare nuovi mercati.
Strumenti innovativi come i minibond e il factoring internazionale completano l’offerta, garantendo flessibilità e sicurezza. Servizi integrati, dalla due diligence legale alla logistica doganale, facilitano ogni fase del processo.
“Investire nelle PMI significa investire nel futuro dell’economia italiana.”
Con queste misure, le imprese italiane possono affrontare le sfide globali e cogliere nuove opportunità, rafforzando la propria presenza internazionale.
Mercati target: oltre le frontiere tradizionali
Esplorare nuovi orizzonti è fondamentale per l’economia italiana. Oltre ai mercati consolidati, ci sono paesi emergenti che offrono opportunità straordinarie. La diversificazione geografica è una strategia vincente per ridurre i rischi e aumentare i profitti.

Paesi emergenti ad alto potenziale
Tra i mercati emergenti, Turchia, Arabia Saudita, India, Messico e Vietnam si distinguono per il loro potenziale. La Turchia, ad esempio, ha registrato una crescita del 18,8% nelle esportazioni italiane nel 2025. L’ASEAN, con una domanda crescente di macchinari e prodotti chimici, rappresenta un’altra opportunità da non perdere.
L’AfCFTA, il mercato unico africano, offre accesso a 1,3 miliardi di consumatori. Strategie paese-specifiche, come la certificazione halal per il Golfo Persico, sono essenziali per conquistare questi paesi.
Mercati maturi e consolidamento delle esportazioni
Negli stati uniti, nonostante i dazi del 10%, le esportazioni italiane hanno raggiunto i 64,7 miliardi di euro. Il regno unito rimane un partner chiave, con opportunità legate all’accordo CETA con il Canada, che ha favorito un aumento del 15% nelle esportazioni alimentari nel 2025.
La gestione dei rischi paese, come nel caso della Turchia (-13,6%), è fondamentale per garantire una crescita sostenibile. Hub logistici, come la piattaforma CDP a Istanbul, facilitano l’accesso all’Asia Centrale e rafforzano la presenza italiana in questi mercati.
Per approfondire le nuove rotte del Made in Italy, visita questa risorsa.
Performance e tendenze dell’export italiano
Le esportazioni italiane stanno vivendo un momento di trasformazione. I dati ISTAT del 2025 mostrano un quadro dinamico, con valore in crescita e nuove sfide da affrontare. Giugno 2025 ha registrato un aumento del 6% rispetto a maggio, mentre le importazioni sono cresciute del 5,1%.
Nei primi quattro mesi del 2025, il saldo commerciale ha raggiunto i 13,5 miliardi di euro, segnando un calo del 34% rispetto al 2024. Nonostante ciò, settori come i beni strumentali hanno mostrato una ripresa, con un +13,1% a giugno dopo un calo del 17,4% ad aprile.
Analisi dei dati ISTAT
L’analisi trimestrale rivela una flessione del 4,3% nel secondo trimestre rispetto al primo. Tuttavia, i beni di consumo non durevoli hanno registrato un exploit, con un aumento del 61% nelle importazioni. Questo dato sottolinea l’importanza di una base solida per sostenere la crescita.
Dinamiche dell’interscambio commerciale
La geografia degli scambi mostra tendenze contrastanti. Mentre il Regno Unito ha registrato un crollo del 20,3%, la Svizzera ha visto un boom del 18,8%. Queste dinamiche riflettono l’impatto dei cambi valutari e delle strategie di hedging adottate dalle PMI.
- Ritardi doganali e aumento dei costi dei container (+22% nel 2025) rappresentano sfide significative.
- Le previsioni per il 2026 indicano una crescita moderata del 2,8%, con un focus su digitale e sostenibilità.
Per approfondire le strategie del Piano d’Azione, visita il sito ufficiale del MAECI.
Verso il futuro: sfide e opportunità
Il futuro dell’economia italiana si basa su innovazione e sostenibilità. La transizione ecologica rappresenta una grande opportunità, con una domanda globale di tecnologie green in aumento del 40%. Le imprese italiane possono giocare un ruolo chiave in questo settore, offrendo prodotti innovativi e rispettosi dell’ambiente.
La digitalizzazione è un altro pilastro fondamentale. L’uso della blockchain per la tracciabilità delle filiere agroalimentari garantisce trasparenza e qualità. Questo approccio rafforza la fiducia nei prodotti italiani, sia in patria che all’estero.
Le tensioni geopolitiche, come quelle tra USA e Cina, richiedono una gestione attenta. La formazione gioca un ruolo cruciale, con corsi ITS specializzati in commercio estero per preparare le nuove generazioni.
L’innovazione finanziaria, come i crypto-payments, apre nuove porte per i mercati emergenti. Il progetto “Italia 2030” punta a raddoppiare l’export digitale, creando nuove opportunità di crescita.
Vuoi sapere come sfruttare queste opportunità? Compila il form per una valutazione personalizzata e scopri come il tuo business può crescere.




Lascia un commento