Il comparto italiano si avvia a chiudere il 2024 intorno ai 96 miliardi, con un calo del 5,3% rispetto al 2023 ma con basi solide per ripartire.
I dati mostrano differenze nette: tessile, abbigliamento e calzature soffrono, mentre beauty, occhiali e gioielli restano in tenuta. Allo stesso tempo l’export è atteso sui 90 miliardi, con una crescita low-single digit nei mercati esteri.
Il presidente Matteo Zoppas sottolinea il ruolo trainante delle vendite internazionali, mentre Carlo Capasa della Camera Nazionale sollecita misure di supporto concrete.
Le grandi edizioni, come la Milano Fashion Week, confermano il loro valore: oltre 1.800 buyer e 103 mila presenze alle sfilate femminili nel 2024, occasioni dove si costruiscono ordini e relazioni per il mercato globale.
Principali conclusioni
- Puntare su gestione scorte e revisione degli entry price.
- Leggere i segnali dei mercati per scegliere segmenti resilienti.
- Rafforzare il racconto del made in Italy con azioni mirate.
- Usare dati e insight per trasformarli in azioni pratiche.
- Favorire sinergie tra istituzioni e imprese per aprire nuovi mercati.
Quadro 2024 e primi mesi 2025: dati, cali e tenuta dei settori collegati
Il primo trimestre racconta una frenata del giro d’affari, con differenze nette tra segmenti. Il fatturato del comparto si è attestato intorno ai 96 miliardi di euro nel 2024 (-5,3%) e l’avvio del 2025 registra un -5,8% nei primi mesi rispetto allo stesso periodo.
La forbice tra core e settori collegati è marcata. Tessile, abbigliamento, pelle e pelletteria mostrano una contrazione più pronunciata, mentre beauty, occhiali e gioielli restano più resilienti grazie a una domanda meno volatile.
Sul piano commerciale, le esportazioni complessive nei primi mesi segnano un calo del 2,8%, mentre le importazioni core rimbalzano del +8,6%: segnale di ricostituzione scorte e di variazioni nei flussi dei prezzi.
La Cina pesa molto: le vendite core verso Pechino scendono del 24,1%, impattando soprattutto il segmento premium. Il saldo commerciale gen-feb 2025 rimane positivo a +4,2 miliardi, ma è inferiore rispetto allo stesso periodo del 2024.

- I prezzi industriali mostrano stabilità: abbigliamento +0,7%, calzature +1,5%, tessile -1,2%.
- Il retail soffre: abbigliamento -0,9% e calzature -4,4% nel trimestre.
- Per i brand la priorità è alleggerire gli stock e pianificare riassortimenti realistici in vista di luglio.
Tendenze dell’export moda italiana: mercati, miliardi e segmenti in evidenza
Analizzando i dati del periodo, la geografia delle vendite appare sempre più diversificata.
La ripartizione mostra UE al 45,2% e l’area extra‑UE al 54,8% del totale. Questo significa strategie diverse per tempi, prezzi e regole doganali.
UE vs extra‑UE: dinamiche differenziate
Il mercato europeo offre prossimità e stabilità. L’extra‑UE garantisce margini maggiori ma più volatilità.
Menswear e alta gamma
Il menswear ha raggiunto 5,5 miliardi tra gennaio e luglio 2024, +2,7% sullo stesso periodo. La crescita è stata +1,5% in UE e +3,8% fuori.
- Atteso +20% del consumatore di lusso nei prossimi cinque anni: puntare su servizio e tracciabilità.
- Con previsione 2024 a 90 miliardi euro, piccoli aggiustamenti di mix valgono milioni.
- Fiere e attività ICE restano leve decisive per testare capsule e raccolta ordini qualificati.
| Voce | Valore | Variazione |
|---|---|---|
| Esportazioni 2023 | >88 miliardi euro | – |
| Gen‑Ago 2024 | ~55 miliardi | In linea con 2023 |
| Previsione 2024 | 90 miliardi euro | +1,1% |
| Menswear (gen‑lug 2024) | 5,5 miliardi | +2,7% |
Strategie per la crescita: dai prezzi d’ingresso alla filiera, passando per mercati e fiere
Per rilanciare la crescita servono scelte concrete su prezzo, filiera e mercati. Le imprese devono bilanciare valore percepito e accessibilità per riaccendere ordini.

Revisione degli entry price e investimenti in creatività
Rivedere i prezzi d’ingresso senza svendere il brand aiuta a recuperare clienti sensibili al budget.
Investire in materiali e modellistica riduce il time‑to‑market e giustifica un lieve aumento dei listini.
Priorità di mercato e gestione scorte
Alleggerire gli stock è urgente: produzioni più snelle limitano l’invenduto.
Presidiare mercati resilienti e testare nuove piazze con pop‑up può stabilizzare ricavi.
Canali, fiere e supporto istituzionale
Sfruttare ogni edizione della Milano Fashion Week per appuntamenti B2B. ICE amplia il parco buyer; è un’occasione per chiudere ordini rapidi.
Policy e tutela delle imprese
La camera nazionale moda e il presidente chiedono misure concrete: 80 milioni per cassa integrazione e fino a 195 milioni per sostenere le imprese.
Queste risorse proteggono lavoro e continuità nel settore.
- Capsule funzionali per viaggi e lavoro migliorano la rotazione prodotti.
- Settori collegati come occhiali e gioielli aiutano a diversificare margini.
- Pianificare scenari da settembre riduce sprechi di budget.
Prospettive e possibili scenari: tra dazi USA, volatilità e stime del primo semestre
Prospettive e scenari: lo scenario per il primo semestre resta incerto, tra il rischio di un dazio USA al 20% e l’oscillazione dei cambi.
Le stime indicano un fatturato in calo medio di -4,5% (range -3,8% / -5,2%).
Nei primi mesi il saldo commerciale è positivo per +4,2 miliardi euro, ma inferiore rispetto allo stesso periodo 2024 di 1,1 miliardi.
Consigli pratici: adottare rolling pricing, coperture valutarie e rivedere BOM per proteggere margini.
Tessile, pelle e pelletteria restano i più esposti; occhiali e gioielli possono attenuare la contrazione del comparto.
Gennaio, luglio e settembre saranno mesi chiave. La Camera Nazionale Moda resta un interlocutore cruciale per misure di sostegno.
Azioni urgenti: scenario planning su tre piste (base, stress con dazi, upside lusso) per salvaguardare l’anno e preparare la ripresa.




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