Questa guida offre un quadro operativo per le imprese che pianificano l’export verso il 2026. Spiega il passaggio da SupportItalia a Garanzia Futuro e illustra come integrare strumenti garantiti con linee bancarie e risorse CDP.
Dal 1° gennaio 2024 non si accettano nuove richieste in SupportItalia. Restano attive le variazioni, le estensioni e le comunicazioni di erogazione sul portale. Il nuovo strumento supporta la crescita dell’attività export driven.
Il decreto “Aiuti” estende la garanzia di Stato fino ai limiti stabiliti dal Decreto “Liquidità”. Il processo operativo coinvolge il soggetto finanziatore e il portale SACE in quattro step. La guida mostra come calcolare importi, durate, piani di ammortamento e commissioni per valutare la sostenibilità del finanziamento.
Principali punti
- Chiarezza sul cambio operativo da SupportItalia a Garanzia Futuro.
- Come includere la garanzia nel fabbisogno di liquidità e investimenti.
- Ruolo del soggetto finanziatore e funzionamento del portale.
- Soglie, procedure semplificate e ordinarie per imprese di diverse dimensioni.
- Checklist per accelerare dossier e tempi di deliberazione.
Perché pianificare oggi i finanziamenti per l’export 2026
Pianificare oggi i fabbisogni finanziari consente all’impresa di sincronizzare le scadenze con i cicli export 2025-2026. Anticipare la richiesta di finanziamento crea margine per istruttorie, verifiche e delibere.
Le imprese con piani di crescita internazionale devono programmare per anno la liquidità, gli investimenti e il capitale circolante. Questo evita colli di bottiglia operativi e migliora il valore delle operazioni sul mercato estero.
Preparare la documentazione oggi riduce i tempi tra delibera ed erogazione. Inoltre, una previsione robusta migliora la visibilità finanziaria verso fornitori e clienti esteri e facilita l’integrazione tra linee bancarie e strumenti garantiti.
- Ottimizzare il valore del finanziamento scegliendo la misura e la durata più adatte.
- Mitigare il rischio tasso con un approccio graduale ai finanziamenti.
- Copertura integrata per attività come logistica, marketing e assicurazione crediti.
SACE finanziamenti: quadro aggiornato e cosa è cambiato nel 2024
Dal 1° gennaio 2024 l’invio di nuove richieste per il programma SupportItalia non è più possibile. Restano tuttavia attive le operazioni già aperte: gestione delle variazioni, estensioni e comunicazioni di perfezionamento ed erogazione.
Continuità operativa e attività disponibili
Le imprese possono accedere alle reportistiche trimestrali e completare le procedure in pipeline. Sul portale sono consentite le modifiche contrattuali necessarie per perfezionare le erogazioni residue.
Processo operativo in quattro step
- Richiesta presentata al soggetto finanziatore.
- Istruttoria e inserimento della pratica sul portale SACE.
- Emissione della garanzia con rilascio del CUI.
- Erogazione del finanziamento al beneficiario.
Transizione verso Garanzia Futuro e ruolo dei finanziatori
Per le nuove esigenze di crescita le imprese devono orientarsi su Garanzia Futuro. La garanzia copre operazioni con banche, istituzioni finanziarie, factoring, leasing e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia.
Si raccomanda di verificare le condizioni aggiornate nella sezione operativa del portale. L’impresa dovrebbe mappare le posizioni aperte e coordinare il piano export con il proprio soggetto finanziatore per rispettare tempi e condizioni residue.
Garanzia SupportItalia: cosa resta e cosa non è più disponibile
Le emissioni delle garanzie statali legate a SupportItalia sono terminate al 31 dicembre 2023. Dal 1° gennaio 2024 non è più possibile l’invio di nuove richieste per aderire garanzia supportitalia.
Restano tuttavia operative alcune attività sul portale. Le imprese possono gestire variazioni, estensioni e comunicazioni di perfezionamento o erogazione. È garantito anche l’accesso alle reportistiche trimestrali.
Le garanzie emesse fino al termine 2023
- Emissioni chiuse al 31/12/2023.
- Le operazioni già ammesse rispettano le condizioni definite alla data di emissione.
- Non sono più richiesti impegni su distribuzione dividendi e mantenimento livelli occupazionali, ma resta l’obbligo di mantenere in Italia la parte sostanziale della produzione.
Ambiti ancora gestibili sul portale
Tra le destinazioni ammissibili già autorizzate figuravano la liquidità per canoni locazione affitto, l’affitto ramo azienda e spese correlate.
| Attività | Disponibilità | Nota |
|---|---|---|
| Variazioni contrattuali | Attive | Richiedono coordinamento con il soggetto finanziatore |
| Comunicazioni di erogazione | Attive | Valgono le condizioni alla data di emissione |
| Nuove richieste | Non disponibili | Valutare Garanzia Futuro per nuove esigenze |
Consiglio pratico: verificare l’accesso con credenziali accedere portale aggiornate. Pianificare scadenze e aggiornare le attività amministrative per rispettare ogni termine previsto dalle garanzie in essere.
Garanzia Futuro: il nuovo strumento per sostenere la crescita delle imprese
Il nuovo schema Garanzia Futuro è pensato per accompagnare l’espansione delle imprese sui mercati esteri.
Quando usarla
Si presta a programmi di sviluppo, investimenti e rafforzamento della competitività. È utile anche per progetti export che richiedono liquidità o acquisti di beni strumentali.
Impostazione e iter operativo
L’accesso avviene tramite banca o altro soggetto finanziatore. La pratica segue istruttoria, caricamento sul portale, emissione della garanzia e successiva erogazione del finanziamento.
- Misura e condizioni: variano in base a profilo di rischio, importo, durata e destinazione del finanziamento.
- Ambito operativo: copre liquidità e investimenti strumentali con impatto sulle attività in Italia.
- Uso risorse: definire l’impiego coerente con il piano industriale e il budget export.
Si suggerisce di valutare l’integrazione con altre linee bancarie per ottimizzare il costo in euro. Preparare dati aziendali aggiornati accelera l’accesso e riduce i tempi di istruttoria. I soggetti finanziatori abilitati gestiscono l’iter e dialogano con SACE per l’emissione.
Importo massimo garantito: come si calcola e perché incide sul tuo piano export
Il calcolo del plafond garantito influenza direttamente la capacità di investimento export dell’impresa. Il limite si basa su due riferimenti e determina il valore massimo richiedibile per il finanziamento.
Regola del maggiore valore
Il limite è il maggiore tra:
- il 15% del fatturato annuo totale medio in Italia degli ultimi tre esercizi;
- il 50% dei costi sostenuti fonti energetiche in Italia nei 12 mesi precedenti.
Imprese a forte consumo energia e gruppi
Per un’impresa forte consumo è possibile elevare il plafond fino a coprire il fabbisogno di liquidità (12 mesi per PMI, 6 mesi per altre), entro un importo non superiore a 25 milioni di euro.
Elementi tecnici e suggerimenti
L’importo massimo garantito somma capitale, interessi e oneri accessori (max 1% del capitale iniziale). Per piani a tasso variabile si assume margine banca + tasso base convenzionale 1,5%.
| Voce | Modalità di calcolo | Effetto sul piano |
|---|---|---|
| 15% fatturato annuo totale medio | Media ultimi 3 esercizi in Italia | Plafond legato a ricavi nazionali |
| 50% costi energetici | Costi sostenuti fonti energetiche 12 mesi | Favorisce imprese energivore |
| Limite aggiuntivo | Fino a 25 mln € per forte consumo | Aumenta liquidità disponibile |
Per gruppi si usa il fatturato consolidato in Italia e si applicano regole di consolidamento. Si consiglia di preparare un prospetto economico e di flussi per testare la sostenibilità del piano export. Per approfondire criteri e limiti per le PMI consultare PMI export: criteri e valutazioni.
Durata, piani di ammortamento e preammortamento: la struttura del finanziamento
La scelta della durata incide direttamente sui flussi di cassa e sul profilo di rischio dell’impresa.
La durata massima prevista è di 8 anni. Il termine non può superare il 31 dicembre 2031. Questa soglia vale anche per estensioni concordate.
Periodo di preammortamento e impatto sui pagamenti
Il preammortamento arriva fino a 36 mesi. Durante questo periodo l’impresa paga solo interessi. Ciò riduce il carico di capitale iniziale ma allunga il profilo dei pagamenti successivi.
Piani di ammortamento: Italiano e Francese
Il piano Italiano prevede quota capitale costante. Le rate calano nel tempo. Il piano Francese offre rata costante e si applica solo a tasso fisso.
Modalità di erogazione e criteri per non rateali
Le rate possono avere periodicità mensile, trimestrale, semestrale o annuale. Per i finanziamenti rateali l’erogazione avviene in un’unica soluzione su conto dedicato.
I finanziamenti non rateali sono ammessi se la durata non è superiore a 36 mesi. Sono possibili forme rotative o revolving, purché con scadenza certa.
| Voce | Limite | Effetto sulla cassa |
|---|---|---|
| Durata massima | 8 anni (termine ≤ 31/12/2031) | Riduce rata annuale ma aumenta costo totale |
| Preammortamento | Fino a 36 mesi | Pagamento interessi; capitale posticipato |
| Piani | Italiano / Francese | Scelte diverse di distribuzione del capitale |
| Non rateali | ≤ 36 mesi, revolving ammesso | Liquidità immediata con termine certo |
Consiglio operativo: scegliere la durata in funzione del ciclo export e del rientro atteso degli investimenti. Modellare scenari di termine aiuta a sincronizzare i picchi di incassi con i pagamenti e a valutare l’effetto del tasso sul costo totale per anno.
Commissioni e tasso: costi della garanzia e impatto sul costo totale
Le commissioni annuali incidono sul costo totale del finanziamento e vanno calcolate con attenzione.
Premi annui per PMI e imprese non PMI
Le scale dei premi, espresse in punti base (bps), variano per orizzonti fino a 6 o 8 anni.
- PMI – fino a 6 anni: 25 / 50 / 100 bps. Fino a 8 anni: 75 / 100 / 150 / 250 bps.
- Non PMI – fino a 6 anni: 50 / 100 / 200 bps. Fino a 8 anni: 100 / 150 / 250 / 350 bps.
Per esempio, un premio di 100 bps su un capitale di 1.000.000 euro comporta circa 10.000 euro annui di commissione.
Determinazione dell’importo massimo garantito
L’importo massimo garantito è la somma di capitale, interessi e oneri accessori (massimo 1%) applicata alla percentuale di copertura.
Per tasso variabile il calcolo usa il margine bancario più un tasso base convenzionale di 1,5%. Il tasso finito, sommato alle commissioni, riduce il valore attuale del finanziamento e aumenta i costi di servizio.
La durata influenza i premi: orizzonti più lunghi elevano il premio annuo e la spesa complessiva. Si raccomanda pianificare il pagamento dei premi in coerenza con i flussi export e fare stress test su scenari di tasso per proteggere i margini.
- Valutare i costi sostenuti fonti energetiche solo se rilevanti per il plafond.
- Considerare l’impatto dell’energia e della volatilità dei prezzi nella scelta della struttura.
- Confrontare le condizioni di mercato per ottimizzare il costo totale.
Destinazioni ammissibili: liquidità, energia e investimenti utili all’export
Questo paragrafo dettaglia le destinazioni ammissibili della garanzia per sostenere i fabbisogni export-driven.

Capitale circolante, personale e canoni
Le voci ammesse includono il capitale circolante, costi del personale e canoni per locazione affitto ramo o affitto ramo azienda.
Tra le spese per liquidità rientrano anche i canoni locazione affitto quando collegati a esigenze operative legate all’export.
Esigenze su mercati dell’energia
Operatori attivi nel commercio di energia (produttori, distributori, venditori) possono coprire esigenze di collaterali richieste sui mercati elettricità e gas.
Le garanzie sono ammesse solo per stabilimenti e attività localizzati in Italia.
Investimenti strumentali ed esclusioni
Gli investimenti strumentali sono ammessi, mentre è esclusa l’acquisizione di partecipazioni.
- Ammissibili garanzia sace: capitale circolante, personale, scorte, anticipi fornitori, crediti export.
- Documentare i costi sostenuti fonti energetiche se rilevanti per il plafond.
- Collegare ogni finanziamento all’uso specifico per semplificare rendicontazione e controllo.
- Predisporre un piano d’impiego delle risorse coerente con gli obiettivi export e i flussi stagionali dei mercati esteri.
In sintesi, l’azienda deve allineare la richiesta alla destinazione d’uso e fornire evidenze dei costi. Questo migliora la valutazione della pratica e la sostenibilità del capitale richiesto.
Requisiti di accesso: dal rispetto normativo all’autodichiarazione d’impatto
L’accesso alla garanzia si basa su un’autodichiarazione dell’impresa che attesti le conseguenze economiche negative derivanti dalla crisi russo‑ucraina.
La dichiarazione è sufficiente in prima battuta. Su richiesta, però, il soggetto autorizzato chiederà prove documentali per verificare l’impatto.
Conseguenze economiche: autodichiarazione e prove
Documenti utili includono bilanci annuali, situazioni infrannuali, budget aziendali, fatture e bollette. È possibile presentare confronti con l’anno precedente o con l’esercizio pre‑crisi.
Soggetti ammissibili ed esclusioni
Non sono ammissibili alla garanzia banche e soggetti autorizzati all’esercizio del credito in Italia.
| Voce | Requisito | Nota |
|---|---|---|
| Autodichiarazione | Obbligatoria | Prove richieste su richiesta |
| Documentazione | Bilanci, budget, fatture, bollette | Confronto con anno precedente o pre‑crisi |
| Enti terzo settore / partecipate | Verifica soggetto finanziatore | Iscrizione Registro imprese e attività economica prevalente |
| Spese ammissibili | Canoni e locazioni, affitto ramo azienda | Collegate a esigenze liquidità e attività export |
Consiglio operativo: predisporre una cartella annuale con evidenze che colleghino l’autodichiarazione alle esigenze liquidità e all’ambito export. Un riepilogo delle attività colpite e delle misure adottate facilita le verifiche e il rispetto delle condizioni generali.
Procedura semplificata e ordinaria: quale percorso segue la tua impresa
Il percorso per ottenere la garanzia dipende da tre soglie che definiscono tempi e profondità dell’istruttoria.
Soglie chiave: 1,5 miliardi euro, 5.000 dipendenti e 375 milioni euro
La procedura semplificata si applica alle imprese con fatturato individuale fino a 1,5 miliardi euro, o con non più di 5.000 numero dipendenti italia, o per finanziamenti con importo massimo garantito fino a 375 milioni euro.
Oltre queste soglie si usa la procedura ordinaria, con verifiche più approfondite e tempi maggiori.
I quattro step per ottenere la garanzia tramite il soggetto finanziatore
- Richiesta formale presentata al soggetto finanziatore.
- Istruttoria creditizia e inserimento della pratica in apposita sezione del portale.
- Emissione della garanzia e rilascio del codice identificativo unico (CUI).
- Erogazione del finanziamento al beneficiario e avvio del piano di pagamento.
Per ridurre i tempi è utile preparare un dossier dedicato con KPI, ordini export e prospetti cash. Pianificare le richieste per anno e allineare incassi e pagamento facilita l’accesso e il rispetto delle condizioni.
Imprese energivore e costi energetici: definizioni chiave e documenti
Per le aziende con impresa forte consumo la verifica dei consumi in Italia è centrale per l’accesso al plafond aggiuntivo.
Che cosa rientra nei costi per fonti energetiche sostenuti in Italia
I costi sostenuti fonti includono energia elettrica, combustibili fossili e fonti rinnovabili usate per attività e stabilimenti in Italia.
Sono esclusi gli acquisti effettuati per la rivendita a soggetti non utilizzatori finali.
Definizione di impresa a forte consumo di energia
La definizione segue la direttiva 2003/96/CE: si considera energivora l’impresa se i costi energia sono ≥3% del valore produttivo o l’imposta nazionale sull’energia è ≥0,5% del valore aggiunto.
Questo parametro serve a stabilire il diritto a un plafond aggiuntivo fino a 25 milioni per coprire un fabbisogno temporale definito.
Documentazione idonea ed equipollente
Sono richieste fatture energia, contratti di fornitura, bollette e registri consumi per esercizio e per stabilimento.
Possono essere presentati codici NC dei prodotti energetici, prospetti di valore produttivo ed estratti di bilancio.
“La qualificazione energivora rafforza la logica del finanziamento in ottica di fabbisogno temporale.”
- Strutturare prospetti per esercizio e per stabilimento.
- Allineare consumi, fatture e budget di produzione.
- Verificare coerenza tra contratti e consumi dichiarati.
Imprese in difficoltà e terzo settore: quando la garanzia è possibile
L’accesso alla garanzia è ammesso anche per un’impresa in difficoltà se il quadro giuridico dimostra continuità operativa. Serve una valutazione formale dello stato delle esposizioni e della sostenibilità del piano.
Concordato, accordi di ristrutturazione e piani ex art. 67
Un’impresa in difficoltà al 31/1/2022 può ottenere accesso se è ammessa a concordato con continuità (art. 186‑bis), a un accordo di ristrutturazione (art. 182‑bis) o a un piano ex art. 67.
Il soggetto finanziatore deve dichiarare che le esposizioni non risultano deteriorate alla data della richiesta.
Enti del terzo settore ed enti pubblici/partecipate: condizioni e verifiche
Per enti del terzo settore e partecipate pubbliche si richiede la verifica del rispetto dei requisiti e della separazione giuridica dall’ente pubblico.
Occorrono iscrizioni aggiornate e documenti che attestino le caratteristiche tipiche di attività d’impresa.
| Elemento | Requisito | Effetto |
|---|---|---|
| Data riferimento | 31/01/2022 | Valida l’accesso per procedure ammesse |
| Dichiarazione banche | Esposizioni non deteriorate | Condizione necessaria per l’erogazione |
| Terzo settore / partecipate | Iscrizione e separazione giuridica | Verifica documentale obbligatoria |
| Esclusioni | Soggetti esercizio credito italia | Non ammissibili |
- Consiglio operativo: predisporre un cronoprogramma con milestone e termine per gli adempimenti.
- Allegare il piano industriale che dimostri la continuità delle attività e l’uso coerente delle risorse per il finanziamento.
Gruppi, fatturato consolidato e nuove imprese: come leggere le soglie
Per i gruppi aziendali il calcolo del fatturato in Italia richiede regole precise di consolidamento.
Fatturato consolidato in Italia con e senza operatività infragruppo
Il fatturato annuo totale consolidato considera solo le legal entity italiane. Le entità estere restano escluse dal consolidamento nazionale.
Se c’è operatività infragruppo, si sommano i ricavi esteri derivanti da beni o servizi acquistati da società italiane.
Questi ricavi vanno rilevati al netto del margine realizzato all’estero. Questo aggiustamento riduce il valore imputato in Italia e limita il plafond riconosciuto.
Imprese costituite dopo il 31/12/2019: calcolo del 15%
Per le imprese nate dopo il 31/12/2019 il parametro del 15% si calcola sugli esercizi effettivamente conclusi.
Un esercizio inferiore a 12 mesi può essere escluso, salvo sia l’unico disponibile per quell’anno di riferimento. In tal caso si usa il dato disponibile per l’anno considerato.
- Collegare le soglie di fatturato alle condizioni e al termine di ammissibilità.
- Documentare per anno i dati usati e mostrare esempi numerici per chiarezza.
- Verificare la qualifica di impresa forte consumo se rilevante per il plafond aggiuntivo.
L’accuratezza del consolidamento influisce sull’importo massimo garantito e sul profilo del finanziamento.
Conservare la documentazione che giustifica le scelte di consolidamento e mantenere coerenza tra bilanci e comunicazioni al soggetto finanziatore.
Per approfondire aspetti giuridici e contabili dei gruppi consultare la disciplina dei gruppi di imprese sul sito di riferimento: disciplina dei gruppi di imprese.
Integrazione con CDP e banca: linee di credito complementari per l’export
Collegare una linea dedicata in conto alle misure agevolate semplifica rendicontazione e controllo.
La combinazione tra provvista BEI, finanza agevolata e garanzie può ridurre il tasso effettivo e i costi del progetto.
Si distingue il finanziamento per investimenti dall’operatività per capitale circolante. Le linee tecniche coprono entrambi gli usi.
Finanza agevolata e provvista BEI come leva per investimenti
- Finanziamenti con provvista BEI per progetti di sviluppo: tasso contenuto e durata estesa.
- S‑Loan e S‑Loan Progetti Green: misura per la transizione ecologica.
- D‑Loan per digitale e Beni Strumentali – Nuova Sabatini per macchinari.
- Energia Impresa per efficienza energetica e Riequilibrio Impresa per liquidità.
Soluzioni bancarie dedicate a energia, digitale e crescita
Queste linee vanno affiancate a garanzie e a strumenti di copertura per energia e tassi.
È fondamentale il rispetto delle regole di cumulabilità e la pianificazione in euro secondo il cronoprogramma di spesa.
| Linea | Scopo | Effetto sul progetto |
|---|---|---|
| Provvista BEI | Investimenti sviluppo | Riduce tasso e allunga durata |
| S‑Loan / Green | Transizione energetica | Accesso a misure dedicate |
| D‑Loan / Nuova Sabatini | Digitale e beni produttivi | Semplifica acquisto macchinari |
| Riequilibrio / Energia Impresa | Liquidità e efficienza | Supporto a breve termine |
Consigli pratici: strutturare un conto separato per usi dedicati. Negoziare covenant coerenti con il portafoglio ordini esteri. Monitorare linee, utilizzi e KPI in un cruscotto integrato.
Dalla teoria alla pratica: come preparare il dossier per SACE e CDP
Preparare un dossier solido riduce i tempi di istruttoria e migliora la probabilità di accoglimento. Qui si dettagliano i documenti essenziali e il metodo per rappresentare fabbisogni e usi delle risorse.
Bilanci, budget, fatture e bollette: la base documentale
Documentazione minima da includere:
- Bilanci annuali o situazioni infrannuali aggiornate.
- Budget e confronti con anno precedente o periodo pre‑crisi.
- Fatture e bollette, con evidenza dei costi sostenuti in Italia.
Ai fini probatori, allegare estratti conto e note esplicative che collegano le spese all’attività export.
Mapping dei fabbisogni di liquidità e investimenti export-driven
Organizzare il dossier per progetto o per linea di business. Definire un conto dedicato per tracciare erogazioni e uso del capitale.
- Cronoprogramma spese e milestone di consegna.
- Piani di pagamento e responsabilità assegnate per ogni voce.
- Rappresentazione dei costi e del capitale circolante per mercato estero.
“Un dossier chiaro accelera la delibera e migliora la fiducia del soggetto erogante.”
| KPI | Obiettivo | Periodo |
|---|---|---|
| DSO export | Ridurre incassi a 60 gg | 12 mesi |
| Turnover scorte | 3 rotazioni/anno | 12 mesi |
| Margine per cliente | ≥15% | Progetto |
Consiglio operativo: uniformare gli schemi agli stampati richiesti dal soggetto finanziatore e predisporre una check‑list per l’impresa e per le imprese del gruppo.
Piano operativo 2026: roadmap per accedere ai finanziamenti e finanziare l’export
Definire fasi, responsabilità e buffer in euro è la chiave per assicurare l’accesso e l’erogazione nei tempi previsti.
Il piano operativo 2026 prevede tappe con termine chiaro: analisi fabbisogni, scelta dello strumento, preparazione del dossier, richiesta, delibera ed erogazione.
La scelta della durata si integra con le milestone export 2025‑2026 e con il ciclo incassi/pagamenti. Prima dell’avvio va verificata la coerenza delle condizioni e dei requisiti.
Controllare l’importo massimo garantito e simulare scenari alternativi aiuta a dimensionare il finanziamento. Pianificare la liquidità per esigenze operative e per investimenti favorisce la crescita.
Coordinare le linee dedicate e gli strumenti in un’unica vista di portafoglio assegna responsabilità, tempi e documenti per l’accesso e per il corretto pagamento.
Prevedere un buffer in euro per deviazioni e fissare revisioni periodiche garantisce allineamento agli obiettivi. Il cronoprogramma operativo deve indicare termine, milestone e compiti per ogni impresa e per le imprese del gruppo.




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