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Questa guida offre un quadro operativo per le imprese che pianificano l’export verso il 2026. Spiega il passaggio da SupportItalia a Garanzia Futuro e illustra come integrare strumenti garantiti con linee bancarie e risorse CDP.

Dal 1° gennaio 2024 non si accettano nuove richieste in SupportItalia. Restano attive le variazioni, le estensioni e le comunicazioni di erogazione sul portale. Il nuovo strumento supporta la crescita dell’attività export driven.

Il decreto “Aiuti” estende la garanzia di Stato fino ai limiti stabiliti dal Decreto “Liquidità”. Il processo operativo coinvolge il soggetto finanziatore e il portale SACE in quattro step. La guida mostra come calcolare importi, durate, piani di ammortamento e commissioni per valutare la sostenibilità del finanziamento.

Principali punti

  • Chiarezza sul cambio operativo da SupportItalia a Garanzia Futuro.
  • Come includere la garanzia nel fabbisogno di liquidità e investimenti.
  • Ruolo del soggetto finanziatore e funzionamento del portale.
  • Soglie, procedure semplificate e ordinarie per imprese di diverse dimensioni.
  • Checklist per accelerare dossier e tempi di deliberazione.

Perché pianificare oggi i finanziamenti per l’export 2026

Pianificare oggi i fabbisogni finanziari consente all’impresa di sincronizzare le scadenze con i cicli export 2025-2026. Anticipare la richiesta di finanziamento crea margine per istruttorie, verifiche e delibere.

Le imprese con piani di crescita internazionale devono programmare per anno la liquidità, gli investimenti e il capitale circolante. Questo evita colli di bottiglia operativi e migliora il valore delle operazioni sul mercato estero.

Preparare la documentazione oggi riduce i tempi tra delibera ed erogazione. Inoltre, una previsione robusta migliora la visibilità finanziaria verso fornitori e clienti esteri e facilita l’integrazione tra linee bancarie e strumenti garantiti.

  • Ottimizzare il valore del finanziamento scegliendo la misura e la durata più adatte.
  • Mitigare il rischio tasso con un approccio graduale ai finanziamenti.
  • Copertura integrata per attività come logistica, marketing e assicurazione crediti.

SACE finanziamenti: quadro aggiornato e cosa è cambiato nel 2024

Dal 1° gennaio 2024 l’invio di nuove richieste per il programma SupportItalia non è più possibile. Restano tuttavia attive le operazioni già aperte: gestione delle variazioni, estensioni e comunicazioni di perfezionamento ed erogazione.

Continuità operativa e attività disponibili

Le imprese possono accedere alle reportistiche trimestrali e completare le procedure in pipeline. Sul portale sono consentite le modifiche contrattuali necessarie per perfezionare le erogazioni residue.

Processo operativo in quattro step

  1. Richiesta presentata al soggetto finanziatore.
  2. Istruttoria e inserimento della pratica sul portale SACE.
  3. Emissione della garanzia con rilascio del CUI.
  4. Erogazione del finanziamento al beneficiario.

Transizione verso Garanzia Futuro e ruolo dei finanziatori

Per le nuove esigenze di crescita le imprese devono orientarsi su Garanzia Futuro. La garanzia copre operazioni con banche, istituzioni finanziarie, factoring, leasing e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia.

Si raccomanda di verificare le condizioni aggiornate nella sezione operativa del portale. L’impresa dovrebbe mappare le posizioni aperte e coordinare il piano export con il proprio soggetto finanziatore per rispettare tempi e condizioni residue.

Garanzia SupportItalia: cosa resta e cosa non è più disponibile

Le emissioni delle garanzie statali legate a SupportItalia sono terminate al 31 dicembre 2023. Dal 1° gennaio 2024 non è più possibile l’invio di nuove richieste per aderire garanzia supportitalia.

Restano tuttavia operative alcune attività sul portale. Le imprese possono gestire variazioni, estensioni e comunicazioni di perfezionamento o erogazione. È garantito anche l’accesso alle reportistiche trimestrali.

Le garanzie emesse fino al termine 2023

  • Emissioni chiuse al 31/12/2023.
  • Le operazioni già ammesse rispettano le condizioni definite alla data di emissione.
  • Non sono più richiesti impegni su distribuzione dividendi e mantenimento livelli occupazionali, ma resta l’obbligo di mantenere in Italia la parte sostanziale della produzione.

Ambiti ancora gestibili sul portale

Tra le destinazioni ammissibili già autorizzate figuravano la liquidità per canoni locazione affitto, l’affitto ramo azienda e spese correlate.

Attività Disponibilità Nota
Variazioni contrattuali Attive Richiedono coordinamento con il soggetto finanziatore
Comunicazioni di erogazione Attive Valgono le condizioni alla data di emissione
Nuove richieste Non disponibili Valutare Garanzia Futuro per nuove esigenze

Consiglio pratico: verificare l’accesso con credenziali accedere portale aggiornate. Pianificare scadenze e aggiornare le attività amministrative per rispettare ogni termine previsto dalle garanzie in essere.

Garanzia Futuro: il nuovo strumento per sostenere la crescita delle imprese

Il nuovo schema Garanzia Futuro è pensato per accompagnare l’espansione delle imprese sui mercati esteri.

Quando usarla

Si presta a programmi di sviluppo, investimenti e rafforzamento della competitività. È utile anche per progetti export che richiedono liquidità o acquisti di beni strumentali.

Impostazione e iter operativo

L’accesso avviene tramite banca o altro soggetto finanziatore. La pratica segue istruttoria, caricamento sul portale, emissione della garanzia e successiva erogazione del finanziamento.

  • Misura e condizioni: variano in base a profilo di rischio, importo, durata e destinazione del finanziamento.
  • Ambito operativo: copre liquidità e investimenti strumentali con impatto sulle attività in Italia.
  • Uso risorse: definire l’impiego coerente con il piano industriale e il budget export.

Si suggerisce di valutare l’integrazione con altre linee bancarie per ottimizzare il costo in euro. Preparare dati aziendali aggiornati accelera l’accesso e riduce i tempi di istruttoria. I soggetti finanziatori abilitati gestiscono l’iter e dialogano con SACE per l’emissione.

Importo massimo garantito: come si calcola e perché incide sul tuo piano export

Il calcolo del plafond garantito influenza direttamente la capacità di investimento export dell’impresa. Il limite si basa su due riferimenti e determina il valore massimo richiedibile per il finanziamento.

Regola del maggiore valore

Il limite è il maggiore tra:

  • il 15% del fatturato annuo totale medio in Italia degli ultimi tre esercizi;
  • il 50% dei costi sostenuti fonti energetiche in Italia nei 12 mesi precedenti.

Imprese a forte consumo energia e gruppi

Per un’impresa forte consumo è possibile elevare il plafond fino a coprire il fabbisogno di liquidità (12 mesi per PMI, 6 mesi per altre), entro un importo non superiore a 25 milioni di euro.

Elementi tecnici e suggerimenti

L’importo massimo garantito somma capitale, interessi e oneri accessori (max 1% del capitale iniziale). Per piani a tasso variabile si assume margine banca + tasso base convenzionale 1,5%.

Voce Modalità di calcolo Effetto sul piano
15% fatturato annuo totale medio Media ultimi 3 esercizi in Italia Plafond legato a ricavi nazionali
50% costi energetici Costi sostenuti fonti energetiche 12 mesi Favorisce imprese energivore
Limite aggiuntivo Fino a 25 mln € per forte consumo Aumenta liquidità disponibile

Per gruppi si usa il fatturato consolidato in Italia e si applicano regole di consolidamento. Si consiglia di preparare un prospetto economico e di flussi per testare la sostenibilità del piano export. Per approfondire criteri e limiti per le PMI consultare PMI export: criteri e valutazioni.

Durata, piani di ammortamento e preammortamento: la struttura del finanziamento

La scelta della durata incide direttamente sui flussi di cassa e sul profilo di rischio dell’impresa.

La durata massima prevista è di 8 anni. Il termine non può superare il 31 dicembre 2031. Questa soglia vale anche per estensioni concordate.

Periodo di preammortamento e impatto sui pagamenti

Il preammortamento arriva fino a 36 mesi. Durante questo periodo l’impresa paga solo interessi. Ciò riduce il carico di capitale iniziale ma allunga il profilo dei pagamenti successivi.

Piani di ammortamento: Italiano e Francese

Il piano Italiano prevede quota capitale costante. Le rate calano nel tempo. Il piano Francese offre rata costante e si applica solo a tasso fisso.

Modalità di erogazione e criteri per non rateali

Le rate possono avere periodicità mensile, trimestrale, semestrale o annuale. Per i finanziamenti rateali l’erogazione avviene in un’unica soluzione su conto dedicato.

I finanziamenti non rateali sono ammessi se la durata non è superiore a 36 mesi. Sono possibili forme rotative o revolving, purché con scadenza certa.

Voce Limite Effetto sulla cassa
Durata massima 8 anni (termine ≤ 31/12/2031) Riduce rata annuale ma aumenta costo totale
Preammortamento Fino a 36 mesi Pagamento interessi; capitale posticipato
Piani Italiano / Francese Scelte diverse di distribuzione del capitale
Non rateali ≤ 36 mesi, revolving ammesso Liquidità immediata con termine certo

Consiglio operativo: scegliere la durata in funzione del ciclo export e del rientro atteso degli investimenti. Modellare scenari di termine aiuta a sincronizzare i picchi di incassi con i pagamenti e a valutare l’effetto del tasso sul costo totale per anno.

Commissioni e tasso: costi della garanzia e impatto sul costo totale

Le commissioni annuali incidono sul costo totale del finanziamento e vanno calcolate con attenzione.

Premi annui per PMI e imprese non PMI

Le scale dei premi, espresse in punti base (bps), variano per orizzonti fino a 6 o 8 anni.

  • PMI – fino a 6 anni: 25 / 50 / 100 bps. Fino a 8 anni: 75 / 100 / 150 / 250 bps.
  • Non PMI – fino a 6 anni: 50 / 100 / 200 bps. Fino a 8 anni: 100 / 150 / 250 / 350 bps.

Per esempio, un premio di 100 bps su un capitale di 1.000.000 euro comporta circa 10.000 euro annui di commissione.

Determinazione dell’importo massimo garantito

L’importo massimo garantito è la somma di capitale, interessi e oneri accessori (massimo 1%) applicata alla percentuale di copertura.

Per tasso variabile il calcolo usa il margine bancario più un tasso base convenzionale di 1,5%. Il tasso finito, sommato alle commissioni, riduce il valore attuale del finanziamento e aumenta i costi di servizio.

La durata influenza i premi: orizzonti più lunghi elevano il premio annuo e la spesa complessiva. Si raccomanda pianificare il pagamento dei premi in coerenza con i flussi export e fare stress test su scenari di tasso per proteggere i margini.

  • Valutare i costi sostenuti fonti energetiche solo se rilevanti per il plafond.
  • Considerare l’impatto dell’energia e della volatilità dei prezzi nella scelta della struttura.
  • Confrontare le condizioni di mercato per ottimizzare il costo totale.

Destinazioni ammissibili: liquidità, energia e investimenti utili all’export

Questo paragrafo dettaglia le destinazioni ammissibili della garanzia per sostenere i fabbisogni export-driven.

destinazioni ammissibili garanzia sace

Capitale circolante, personale e canoni

Le voci ammesse includono il capitale circolante, costi del personale e canoni per locazione affitto ramo o affitto ramo azienda.

Tra le spese per liquidità rientrano anche i canoni locazione affitto quando collegati a esigenze operative legate all’export.

Esigenze su mercati dell’energia

Operatori attivi nel commercio di energia (produttori, distributori, venditori) possono coprire esigenze di collaterali richieste sui mercati elettricità e gas.

Le garanzie sono ammesse solo per stabilimenti e attività localizzati in Italia.

Investimenti strumentali ed esclusioni

Gli investimenti strumentali sono ammessi, mentre è esclusa l’acquisizione di partecipazioni.

  • Ammissibili garanzia sace: capitale circolante, personale, scorte, anticipi fornitori, crediti export.
  • Documentare i costi sostenuti fonti energetiche se rilevanti per il plafond.
  • Collegare ogni finanziamento all’uso specifico per semplificare rendicontazione e controllo.
  • Predisporre un piano d’impiego delle risorse coerente con gli obiettivi export e i flussi stagionali dei mercati esteri.

In sintesi, l’azienda deve allineare la richiesta alla destinazione d’uso e fornire evidenze dei costi. Questo migliora la valutazione della pratica e la sostenibilità del capitale richiesto.

Requisiti di accesso: dal rispetto normativo all’autodichiarazione d’impatto

L’accesso alla garanzia si basa su un’autodichiarazione dell’impresa che attesti le conseguenze economiche negative derivanti dalla crisi russo‑ucraina.

La dichiarazione è sufficiente in prima battuta. Su richiesta, però, il soggetto autorizzato chiederà prove documentali per verificare l’impatto.

Conseguenze economiche: autodichiarazione e prove

Documenti utili includono bilanci annuali, situazioni infrannuali, budget aziendali, fatture e bollette. È possibile presentare confronti con l’anno precedente o con l’esercizio pre‑crisi.

Soggetti ammissibili ed esclusioni

Non sono ammissibili alla garanzia banche e soggetti autorizzati all’esercizio del credito in Italia.

Voce Requisito Nota
Autodichiarazione Obbligatoria Prove richieste su richiesta
Documentazione Bilanci, budget, fatture, bollette Confronto con anno precedente o pre‑crisi
Enti terzo settore / partecipate Verifica soggetto finanziatore Iscrizione Registro imprese e attività economica prevalente
Spese ammissibili Canoni e locazioni, affitto ramo azienda Collegate a esigenze liquidità e attività export

Consiglio operativo: predisporre una cartella annuale con evidenze che colleghino l’autodichiarazione alle esigenze liquidità e all’ambito export. Un riepilogo delle attività colpite e delle misure adottate facilita le verifiche e il rispetto delle condizioni generali.

Procedura semplificata e ordinaria: quale percorso segue la tua impresa

Il percorso per ottenere la garanzia dipende da tre soglie che definiscono tempi e profondità dell’istruttoria.

Soglie chiave: 1,5 miliardi euro, 5.000 dipendenti e 375 milioni euro

La procedura semplificata si applica alle imprese con fatturato individuale fino a 1,5 miliardi euro, o con non più di 5.000 numero dipendenti italia, o per finanziamenti con importo massimo garantito fino a 375 milioni euro.

Oltre queste soglie si usa la procedura ordinaria, con verifiche più approfondite e tempi maggiori.

I quattro step per ottenere la garanzia tramite il soggetto finanziatore

  1. Richiesta formale presentata al soggetto finanziatore.
  2. Istruttoria creditizia e inserimento della pratica in apposita sezione del portale.
  3. Emissione della garanzia e rilascio del codice identificativo unico (CUI).
  4. Erogazione del finanziamento al beneficiario e avvio del piano di pagamento.

Per ridurre i tempi è utile preparare un dossier dedicato con KPI, ordini export e prospetti cash. Pianificare le richieste per anno e allineare incassi e pagamento facilita l’accesso e il rispetto delle condizioni.

Imprese energivore e costi energetici: definizioni chiave e documenti

Per le aziende con impresa forte consumo la verifica dei consumi in Italia è centrale per l’accesso al plafond aggiuntivo.

Che cosa rientra nei costi per fonti energetiche sostenuti in Italia

I costi sostenuti fonti includono energia elettrica, combustibili fossili e fonti rinnovabili usate per attività e stabilimenti in Italia.

Sono esclusi gli acquisti effettuati per la rivendita a soggetti non utilizzatori finali.

Definizione di impresa a forte consumo di energia

La definizione segue la direttiva 2003/96/CE: si considera energivora l’impresa se i costi energia sono ≥3% del valore produttivo o l’imposta nazionale sull’energia è ≥0,5% del valore aggiunto.

Questo parametro serve a stabilire il diritto a un plafond aggiuntivo fino a 25 milioni per coprire un fabbisogno temporale definito.

Documentazione idonea ed equipollente

Sono richieste fatture energia, contratti di fornitura, bollette e registri consumi per esercizio e per stabilimento.

Possono essere presentati codici NC dei prodotti energetici, prospetti di valore produttivo ed estratti di bilancio.

“La qualificazione energivora rafforza la logica del finanziamento in ottica di fabbisogno temporale.”

  • Strutturare prospetti per esercizio e per stabilimento.
  • Allineare consumi, fatture e budget di produzione.
  • Verificare coerenza tra contratti e consumi dichiarati.

Imprese in difficoltà e terzo settore: quando la garanzia è possibile

L’accesso alla garanzia è ammesso anche per un’impresa in difficoltà se il quadro giuridico dimostra continuità operativa. Serve una valutazione formale dello stato delle esposizioni e della sostenibilità del piano.

Concordato, accordi di ristrutturazione e piani ex art. 67

Un’impresa in difficoltà al 31/1/2022 può ottenere accesso se è ammessa a concordato con continuità (art. 186‑bis), a un accordo di ristrutturazione (art. 182‑bis) o a un piano ex art. 67.

Il soggetto finanziatore deve dichiarare che le esposizioni non risultano deteriorate alla data della richiesta.

Enti del terzo settore ed enti pubblici/partecipate: condizioni e verifiche

Per enti del terzo settore e partecipate pubbliche si richiede la verifica del rispetto dei requisiti e della separazione giuridica dall’ente pubblico.

Occorrono iscrizioni aggiornate e documenti che attestino le caratteristiche tipiche di attività d’impresa.

Elemento Requisito Effetto
Data riferimento 31/01/2022 Valida l’accesso per procedure ammesse
Dichiarazione banche Esposizioni non deteriorate Condizione necessaria per l’erogazione
Terzo settore / partecipate Iscrizione e separazione giuridica Verifica documentale obbligatoria
Esclusioni Soggetti esercizio credito italia Non ammissibili
  • Consiglio operativo: predisporre un cronoprogramma con milestone e termine per gli adempimenti.
  • Allegare il piano industriale che dimostri la continuità delle attività e l’uso coerente delle risorse per il finanziamento.

Gruppi, fatturato consolidato e nuove imprese: come leggere le soglie

Per i gruppi aziendali il calcolo del fatturato in Italia richiede regole precise di consolidamento.

Fatturato consolidato in Italia con e senza operatività infragruppo

Il fatturato annuo totale consolidato considera solo le legal entity italiane. Le entità estere restano escluse dal consolidamento nazionale.

Se c’è operatività infragruppo, si sommano i ricavi esteri derivanti da beni o servizi acquistati da società italiane.

Questi ricavi vanno rilevati al netto del margine realizzato all’estero. Questo aggiustamento riduce il valore imputato in Italia e limita il plafond riconosciuto.

Imprese costituite dopo il 31/12/2019: calcolo del 15%

Per le imprese nate dopo il 31/12/2019 il parametro del 15% si calcola sugli esercizi effettivamente conclusi.

Un esercizio inferiore a 12 mesi può essere escluso, salvo sia l’unico disponibile per quell’anno di riferimento. In tal caso si usa il dato disponibile per l’anno considerato.

  • Collegare le soglie di fatturato alle condizioni e al termine di ammissibilità.
  • Documentare per anno i dati usati e mostrare esempi numerici per chiarezza.
  • Verificare la qualifica di impresa forte consumo se rilevante per il plafond aggiuntivo.

L’accuratezza del consolidamento influisce sull’importo massimo garantito e sul profilo del finanziamento.

Conservare la documentazione che giustifica le scelte di consolidamento e mantenere coerenza tra bilanci e comunicazioni al soggetto finanziatore.

Per approfondire aspetti giuridici e contabili dei gruppi consultare la disciplina dei gruppi di imprese sul sito di riferimento: disciplina dei gruppi di imprese.

Integrazione con CDP e banca: linee di credito complementari per l’export

Collegare una linea dedicata in conto alle misure agevolate semplifica rendicontazione e controllo.

La combinazione tra provvista BEI, finanza agevolata e garanzie può ridurre il tasso effettivo e i costi del progetto.

Si distingue il finanziamento per investimenti dall’operatività per capitale circolante. Le linee tecniche coprono entrambi gli usi.

Finanza agevolata e provvista BEI come leva per investimenti

  • Finanziamenti con provvista BEI per progetti di sviluppo: tasso contenuto e durata estesa.
  • S‑Loan e S‑Loan Progetti Green: misura per la transizione ecologica.
  • D‑Loan per digitale e Beni Strumentali – Nuova Sabatini per macchinari.
  • Energia Impresa per efficienza energetica e Riequilibrio Impresa per liquidità.

Soluzioni bancarie dedicate a energia, digitale e crescita

Queste linee vanno affiancate a garanzie e a strumenti di copertura per energia e tassi.

È fondamentale il rispetto delle regole di cumulabilità e la pianificazione in euro secondo il cronoprogramma di spesa.

Linea Scopo Effetto sul progetto
Provvista BEI Investimenti sviluppo Riduce tasso e allunga durata
S‑Loan / Green Transizione energetica Accesso a misure dedicate
D‑Loan / Nuova Sabatini Digitale e beni produttivi Semplifica acquisto macchinari
Riequilibrio / Energia Impresa Liquidità e efficienza Supporto a breve termine

Consigli pratici: strutturare un conto separato per usi dedicati. Negoziare covenant coerenti con il portafoglio ordini esteri. Monitorare linee, utilizzi e KPI in un cruscotto integrato.

Dalla teoria alla pratica: come preparare il dossier per SACE e CDP

Preparare un dossier solido riduce i tempi di istruttoria e migliora la probabilità di accoglimento. Qui si dettagliano i documenti essenziali e il metodo per rappresentare fabbisogni e usi delle risorse.

Bilanci, budget, fatture e bollette: la base documentale

Documentazione minima da includere:

  • Bilanci annuali o situazioni infrannuali aggiornate.
  • Budget e confronti con anno precedente o periodo pre‑crisi.
  • Fatture e bollette, con evidenza dei costi sostenuti in Italia.

Ai fini probatori, allegare estratti conto e note esplicative che collegano le spese all’attività export.

Mapping dei fabbisogni di liquidità e investimenti export-driven

Organizzare il dossier per progetto o per linea di business. Definire un conto dedicato per tracciare erogazioni e uso del capitale.

  • Cronoprogramma spese e milestone di consegna.
  • Piani di pagamento e responsabilità assegnate per ogni voce.
  • Rappresentazione dei costi e del capitale circolante per mercato estero.

“Un dossier chiaro accelera la delibera e migliora la fiducia del soggetto erogante.”

KPI Obiettivo Periodo
DSO export Ridurre incassi a 60 gg 12 mesi
Turnover scorte 3 rotazioni/anno 12 mesi
Margine per cliente ≥15% Progetto

Consiglio operativo: uniformare gli schemi agli stampati richiesti dal soggetto finanziatore e predisporre una check‑list per l’impresa e per le imprese del gruppo.

Piano operativo 2026: roadmap per accedere ai finanziamenti e finanziare l’export

Definire fasi, responsabilità e buffer in euro è la chiave per assicurare l’accesso e l’erogazione nei tempi previsti.

Il piano operativo 2026 prevede tappe con termine chiaro: analisi fabbisogni, scelta dello strumento, preparazione del dossier, richiesta, delibera ed erogazione.

La scelta della durata si integra con le milestone export 2025‑2026 e con il ciclo incassi/pagamenti. Prima dell’avvio va verificata la coerenza delle condizioni e dei requisiti.

Controllare l’importo massimo garantito e simulare scenari alternativi aiuta a dimensionare il finanziamento. Pianificare la liquidità per esigenze operative e per investimenti favorisce la crescita.

Coordinare le linee dedicate e gli strumenti in un’unica vista di portafoglio assegna responsabilità, tempi e documenti per l’accesso e per il corretto pagamento.

Prevedere un buffer in euro per deviazioni e fissare revisioni periodiche garantisce allineamento agli obiettivi. Il cronoprogramma operativo deve indicare termine, milestone e compiti per ogni impresa e per le imprese del gruppo.

FAQ

Che cosa cambia con lo stop alle nuove richieste di SupportItalia dal 1° gennaio 2024?

Lo stop alle nuove richieste significa che non sono più accettate domande per la garanzia SupportItalia dopo il 31/12/2023. Le pratiche già istruite o approvate rimangono gestite secondo le condizioni vigenti al momento dell’emissione. Le imprese devono orientarsi verso gli strumenti sostitutivi, come la nuova garanzia Futuro, o valutare linee di credito bancarie e soluzioni integrate con CDP.

Come funziona la transizione operativa per le pratiche emesse sotto SupportItalia?

Le operazioni emesse fino al 31/12/2023 continuano con le stesse regole contrattuali e di reporting. I pagamenti, le erogazioni e le segnalazioni periodiche seguono le procedure già attive. Le modifiche contrattuali o richieste di estensione sono valutate caso per caso con lo stesso criterio adottato al momento della concessione.

Che cos’è la Garanzia Futuro e quando conviene utilizzarla?

La Garanzia Futuro è lo strumento pensato per sostenere la crescita e la liquidità delle imprese dopo la chiusura di SupportItalia. Conviene per progetti di investimento, capitale circolante legato all’export e per esigenze energetiche. Offre coperture e limiti aggiornati; è indicata soprattutto per imprese che programmano piani di crescita sul medio termine.

Come si calcola l’importo massimo garantito?

L’importo massimo è determinato come il maggiore tra il 15% del fatturato annuo totale medio in Italia e il 50% dei costi per fonti energetiche sostenuti in Italia. Per imprese energivore è previsto un incremento fino a 25 milioni di euro. Nel caso di gruppi si considera il fatturato consolidato in Italia secondo regole specifiche di consolidamento.

Quali sono le durate e le scadenze disponibili per i finanziamenti garantiti?

La durata massima è di 8 anni con scadenze che non superano il 31 dicembre 2031 per le operazioni previste dai nuovi schemi. È previsto un periodo di preammortamento fino a 36 mesi. Sono disponibili piani di ammortamento in stile italiano o francese, a seconda dell’operazione e delle esigenze dell’impresa.

Sono ammessi finanziamenti rateali e non rateali? Quali requisiti servono?

Sì. Possono essere ammessi sia finanziamenti rateali sia non rateali. La banca richiede documentazione economico-finanziaria aggiornata, piani di rimborso coerenti con il progetto e la conformità ai requisiti di ammissibilità stabiliti dal circuito di garanzia. Per grandi importi possono essere richieste garanzie aggiuntive o analisi più approfondite.

Quali costi incidono sulla garanzia e come si determinano i premi annui?

I costi comprendono premi annui variabili in base alla dimensione dell’impresa (PMI vs non PMI) e alla durata dell’orizzonte (6 o 8 anni). L’importo massimo garantito include capitale, interessi e oneri connessi. Le condizioni finali dipendono dal profilo di rischio dell’impresa e dagli accordi con l’istituto finanziatore.

Per quali destinazioni può essere utilizzata la liquidità ottenuta con garanzia?

Le destinazioni ammissibili includono capitale circolante, costi del personale, canoni di locazione e affitto di ramo d’azienda, investimenti strumentali (esclusa l’acquisizione di partecipazioni) e spese legate all’energia necessarie per l’operatività e l’export.

Come vengono considerati i costi per fonti energetiche sostenuti in Italia?

Rientrano i costi documentati per materie energetiche necessarie all’attività produttiva e commerciale in Italia. È richiesta documentazione idonea, come fatture e contratti di fornitura, per provare l’effettivo sostenimento dei costi nel periodo di riferimento.

Quali imprese rientrano nella definizione di “forte consumo di energia”?

Le imprese a forte consumo di energia sono quelle il cui peso dei costi energetici sul fatturato supera soglie definite dalle norme operative. La qualifica si ottiene tramite documentazione e calcoli specifici che dimostrino il rapporto tra costi per fonti energetiche e ricavi.

Quali soggetti risultano esclusi dall’accesso alla garanzia?

Sono esclusi soggetti non conformi ai requisiti di credito e settore, operatori finanziari specifici e casi in cui la normativa impedisca la concessione. Anche imprese già in difficoltà grave, salvo situazioni disciplinate da procedure come concordato o piani di ristrutturazione approvati, possono essere escluse.

Come si applicano le soglie per la procedura semplificata e ordinaria?

La procedura semplificata si applica entro soglie dimensionali e di impatto finanziario stabilite (es. 1,5 miliardi di euro per patrimonio o soglie legate al numero di dipendenti e fatturato come 5.000 dipendenti e 375 milioni). Oltre tali limiti si utilizza la procedura ordinaria con verifiche più approfondite.

Quali sono i quattro step per ottenere la garanzia tramite il soggetto finanziatore?

Il percorso tipico comprende: valutazione preliminare dei requisiti, presentazione della documentazione richiesta, istruttoria con analisi di merito e rischio, e sottoscrizione del contratto con erogazione secondo le condizioni concordate.

Che documentazione serve per preparare il dossier per la richiesta di garanzia?

Serve bilancio completo, budget, fatture e bollette energetiche, piano di investimento o business plan export-driven, e dichiarazioni richieste per aspetti normativi e di conformità. Per le imprese energivore sono necessarie evidenze sui costi energetici sostenuti in Italia.

Come si calcola il 15% del fatturato per imprese costituite dopo il 31/12/2019?

Per le imprese nate dopo il 31/12/2019 si applicano regole proporzionali basate sui periodi di attività disponibili, con medie ragionevoli del fatturato annuo. In assenza di esercizi completi si utilizzano criteri di normalizzazione previsti dalle linee guida.

In che modo CDP e banche completano la garanzia nella pratica?

CDP e gli istituti bancari possono offrire linee di credito complementari, provvista a condizioni agevolate o strumenti dedicati per investimenti in energia e digitale. La sinergia riduce il costo del capitale e amplia le opzioni finanziarie per progetti export.

Quali sono le tempistiche medie per ottenere la garanzia e l’erogazione?

Le tempistiche dipendono dalla completezza della documentazione e dalla complessità dell’operazione. Procedimenti semplici in regime semplificato risultano più rapidi; pratiche ordinarie e ammontari elevati richiedono istruttorie più lunghe e controlli aggiuntivi.

Come incide l’importo massimo garantito sul piano export dell’impresa?

L’importo massimo condiziona la quota di capitale disponibile per operazioni di export e investimenti. Un valore più alto permette di sostenere piani di crescita, coprire costi energetici e finanziare investimenti strumentali senza drenare risorse proprie.

Cosa devono dichiarare le imprese riguardo agli effetti della crisi russo-ucraina?

Devono fornire una autodichiarazione sulle conseguenze economiche legate alla crisi, corredate da evidenze documentali se richieste. Tale dichiarazione è considerata nei criteri di valutazione del rischio e dell’ammissibilità.

Le imprese in concordato o soggette a piani ex art. 67 possono accedere alla garanzia?

L’accesso è possibile in presenza di condizioni specifiche e previa verifica dello stato della procedura. In molti casi servono approvazioni formali e documentazione che dimostri la sostenibilità del piano e l’assenza di impedimenti normativi.

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